26 Agosto 2012 10:04

Approfondimenti sulla regione delle spalle

L’articolazione scapolomerale, ossia l’articolazione della spalla, rappresenta una delle articolazioni con maggior grado di movimento. Tale articolazione infatti consente movimenti sui 3 piani dello spazio.

L’articolazione scapolomerale, ossia l’articolazione della spalla, rappresenta una delle articolazioni con maggior grado di movimento. Tale articolazione infatti consente movimenti sui 3 piani dello spazio.

Una grande mobilità è tuttavia sintomatica di un elevato numero di eventi traumatici, come la lussazione e la sublussazione della spalla.

Il deltoide, che rappresenta con tutta probabilità il principale muscolo di questo distretto anatomico, è rappresentato per oltre il 60% da fibre muscolari di tipo rosso (fibre di tipo I) e, per la restante parte da fibre bianche di tipo glicolitico (fibre di tipo IIb) , pertanto particolarmente predisposto a lavori di resistenza, assoggettati al metabolismo aerobico.

I muscoli della spalla consentono, o partecipano in maniera prioritaria, a movimenti di:

Abduzione, ad opera di sovraspinato e deltoide, nelle azioni che portano il braccio verso l’alto sul piano frontale, ad esempio nella fase concentrica delle alzate laterali con manubri.
Flessione, ad opera della regione anteriore del deltoide, ad esempio nella fase concentrica delle alzate frontali con manubri.
Extrarotazione, ad opera del piccolo rotondo, dell’infraspinato, e dell’area posteriore del deltoide.
Naturalmente la muscolatura è implicata anche nei movimenti di estensione, intrarotazione ecc. ma tali azioni sono governate in maniera prioritaria da altri muscoli.

L’allenamento delle spalle non si esaurisce con una buona e prioritaria sollecitazione del deltoide, ma deve prevedere anche l’adeguato stimolo dei muscoli che compongono la cuffia dei rotatori. Tale esigenza diviene ancor più marcata in chi utilizza il lavoro con i sovraccarichi nella preparazione atletica di specifiche discipline, come ad esempio chi pratica attività che prevedano frequenti azioni di lancio (es.: pallavolisti), o lanci con resistenze cospicue (es. getto del peso).

Esercizi ibridi che coinvolgono le spalle

La particolare localizzazione anatomica della muscolatura della spalla, permette di individuare tutta una gamma di esercizi che permettono un lavoro importante non solo dei fasci del deltoide, ma anche di importanti gruppi muscolari che si trovano in rapporto con la spalla, e che partecipano anche ad alcuni dei movimenti tipici di questa articolazione. Partecipano non solo stabilizzando il movimento, ma proprio con un ruolo da protagonisti nell’avviarlo e sostenerlo.

Parliamo di esercizi come le distensioni con manubri o bilanciere su panca inclinata, o le croci ai cavi (con impugnatura al cavo basso), ossia esercizi capaci di coinvolgere marcatamente tanto la muscolatura anterosuperiore del tronco che la muscolatura delle spalle.

La situazione è la medesima prendendo in causa esercizi come le tirate al mento, le scrollate con manubri ecc., capaci di attivare sia i fasci del deltoide che la porzione superiore del trapezio, quindi della muscolatura del dorso.

È da segnalare però che il loro impiego non dovrebbe essere secondario in un programma di allenamento, ma anzi ben si prestano ad essere eseguiti tutte le volte che associamo nella medesima seduta di allenamento gruppi muscolari contigui. Se ad esempio è previsto di allenare nella medesima sessione i pettorali e le spalle, è una buona scelta inserire un lavoro come le distensioni su panca inclinata con valore di esercizio intermedio tra esercizi che permettono un maggiore isolamento muscolare di pettorali e spalle.

Lo stesso vale nel caso in cui il lavoro programmato preveda di associare alle spalle l’allenamento della muscolatura del dorso, scegliendo evidentemente gli idonei esercizi intermedi.

fonte

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